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 “Francesco di Valdambrino”

di  Pèleo Bacci

Mitteilungen Des Kunsthistorischen Institutes in Florenz,

vol. 3, no. 7, 1931, pp. 428–430

 

 

Francesco di Valdambrino, oder mit vollem Namen Francesco di Domenico genannt “il Valdambrino”, weil er aus dem Tal der Ambra stammte, war einer der Wettbewerber für die Bronzetüren von S. Giovanni in Florenz und bisher nur durch die kurzen Erwähnungen bei Ghiberti und Vasari bekannt, denen selbst Milanesi nicht viel Neues hatte hinzuführen können. In meinem Buche über Jacopo della Quercia1 habe ich der Gestalt dieses so wenig bekannten Künstlers doch etwas Relief zu geben vermocht durch die Wiederauffindung eines Wappens des Popolo di Siena, das urkundlich beglaubigt und damit datiert ist. Dies mochte wenig sein, aber es war doch der erste Schritt zur künstlerischen Identifikation des Bildhauers.

 

Abb. 2. Francesco di Valdambrino, Maria der Verkündigung. Hola. Ausschnitt. Chiusure, S. Francesco

 

Im Verlauf meiner Forschungen gelang es mir, neue Urkunden aufzufinden und bereits bekannte richtig auszulegen dank einer genaueren Transkription. Schließlich glückte es mir festzustellen, daß drei Büsten von Heiligen (heute in dem neu eingerichteten Dommuseum zu Siena aufgestellt) die Bruchstücke von vier Holzfiguren der vier sienesischen Stadtpatrone sind, die Francesco di Valdambrino im Jahre 1409 für den Dom gearbeitet hat.

Die Figuren, die auf Büsten zurückgeschnitten sind, stellen dar: S. Savinus, den Bischof, S. Victor und S. Crescentius (Abb.1). Die Identifizierung stützt sich auf unbezweifelbare historische, ikonographische und stilistische Daten. So war schon ein breiterer Ausgangspunkt gegeben, der es mir ermöglichte, andere Werke als Arbeiten des Francesco zu erkennen. In erster Linie erscheinen als sichere Arbeiten des Francesco di Valdambrino die Holzfiguren der Verkündigung Mariä (Abb. 2) und des Gabriel in S. Francesco zu Chiusure (8 km südlich von Asciano). Diese Figuren stammen, wie mir scheint, aus dem Dom in Siena, und ich glaub, daß sie etwa 1410-1411 ausgeführt sind. Sie stehen stilistisch den vier Advokaten sehr nahe, besonders dem hl. Crescentius. Anderseits wissen wir aus Urkunden, die ich veröffentlicht habe, daß in den Jahren 1410-1411 Francesco di Valdambrino zwei Holzfiguren einer Verkündigung für die Sakristei des Domes ausführte. Dieser Gruppe lassen sich anschließen zwei andere Verkündigungfiguren, die aber etwas später entstanden sein werden. Sie befanden sich ehemals in Pienza und sind nach wechselvollen Schicksalen mittlerweile in Amsterdam gelandet. niesen kunstgeschichtlichen Ergebnissen vermag ich noch biographische Nachrichten hinzuzufügen, aus dellen unter anderem hervorgeht, daß Francesco di Valdambrino mit Jacopo della Quercia und mit Domenico di Niccolò dei Cori befreundet war. Die letzte urkundliche Nachricht, die aus seinem Leben bekannt ist, stammt vom Dezember 1426.

So ist uns alles Francesco di Valdambrino auch künstlerisch wiedergewonnen und wird zu einer bedeutsamen Figur in der Geschichte der sienesischen Skulptur des Quattrocento. Das Werk eines Künstlers von solcher Feinheit der Auffassung läßt sich nun endgültig herausläsen aus jener zweideutigen Gruppe, die halb pisanisch, halb ghibertianisch schillerte, und sozusagen eine Verlegenheitsgruppe war, die die Kritik sich geschaffen hatte.

Pèleo Bacci

 

Note

1 Pèleo Bacci, Jacopo della Quercia. Nuovi documenti e commenti, Siena 1929.

 


 “Francesco di Valdambrino”

di  Pèleo Bacci

 

Mitteilungen Des Kunsthistorischen Institutes in Florenz,

vol. 3, no. 7, 1931, pp. 428–430

 Traduzione di Andreina Mancini

 

Fig. 1. Francesco di Valdambrino, S. Crescenzio. Scultura lignea. Siena, Museo dell’Opera del Duomo

 

Francesco di Valdambrino, o col nome completo Francesco di Domenico detto “il Valdambrino”, perché proveniente dalla valle dell’Ambra, fu uno dei concorrenti per le porte bronzee del S. Giovanni a Firenze e finora noto soltanto per il breve accenno del Ghiberti e del Vasari, ai quali neppure Milanesi poté aggiungere molto di nuovo. Nel mio libro su Jacopo della Quercia1 ho potuto dare un po’ di rilievo alla figura di questo artista così poco noto grazie al ritrovamento di uno stemma del Popolo di Siena, che è stato autenticato e quindi datato. Potrebbe non essere molto, ma è stato il primo passo verso l’identificazione artistica dello scultore.

 

Fig. 2. Francesco di Valdambrino, Maria dell’Annunciazione. Scultura in legno. Particolare. Chiusure (Asciano), S. Francesco.

 

Nel corso della mia ricerca ho potuto reperire nuovi documenti e interpretare correttamente quelli già conosciuti grazie ad una trascrizione più precisa. Finalmente sono riuscito a scoprire che tre busti di santi (ora in mostra nel neonato Museo del Duomo di Siena) sono i frammenti di quattro figure lignee dei quattro patroni della città senese che Francesco di Valdambrino scolpì per la cattedrale nel 1409.

Le figure, tagliate all’altezza del busto, rappresentano: S. Savino vescovo, S. Vittore e S. Crescenzio (fig. 1). L’identificazione si basa su indubbi dati storici, iconografici e stilistici. Quindi c’era già un punto di partenza più ampio che mi ha permesso di riconoscere altre opere come lavori di Francesco. Innanzitutto le figure lignee dell’Annunciazione (fig. 2) e di Gabriele in S. Francesco a Chiusure (8 km a sud di Asciano) appaiono come opere sicure di Francesco di Valdambrino.

Mi sembra che queste figure provengano dal Duomo di Siena, e credo che siano state realizzate intorno al 1410-1411. Stilisticamente sono molto vicine ai quattro patroni, in particolare S. Crescenzio. Sappiamo invece da documenti da me pubblicati che negli anni 1410-1411 Francesco di Valdambrino eseguì due figure lignee di un’Annunciazione per la sacrestia della cattedrale.

A  questo gruppo si possono aggiungere altre due figure dell’Annunciazione, realizzate successivamente. In un primo momento erano custodite a Pienza e, dopo alterne fortune, ora si trovano ad Amsterdam.

Ai ritrovamenti storico-artistici posso aggiungere notizie biografiche, dalle quali emerge, tra l’altro, che Francesco di Valdambrino era amico di Jacopo della Quercia e di Domenico di Niccolò dei Cori. L’ultima notizia documentata nota della sua vita risale al dicembre 1426.

In questo modo Francesco di Valdambrino è stato recuperato anche artisticamente ed è diventato una figura importante nella storia della scultura senese del Quattrocento. L’opera di un artista di tale finezza di concetti può finalmente uscire da quel gruppo ambiguo che appariva per metà pisano, per metà ghibertiano, ed era per così dire un motivo di imbarazzo creato dalla critica stessa.

 

Pèleo Bacci

 

Note

  1.  Peleo Bacci, Jacopo della Quercia. Nuovi documenti e commenti, Siena 1929.

 


 

 

 

 

 

 

 

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