ERMANNO TALLONE (CHICO)
Bergamo, 10 luglio 1896 – Milano, 11 gennaio 1963
di Gigliola Tallone
Archivio Tallone
Premessa:
CARO PAOLO, LEGGO LA TUA BRILLANTE ESPOSIZIONE A PROPOSITO DEL VOLUME DI CHIARA TOTI, ED. OLSCHKI, SULLA FIGURA DEL COLLEZIONISTA E MECENATE ALBERTO DELLA RAGIONE, E LA SUA MUNIFICA E INTELLIGENTE RACCOLTA DELLA OPERE DELLA NUOVA GENERAZIONE DI ARTISTI DEL NOVECENTO, A PARTIRE DAL 1934. IN TALE CONTESTO DI RINNOVAMENTO, NELL’AMBIENTE MILANESE, VOGLIO RICORDARE MIO PADRE ERMANNO TALLONE E LA SUA PRECOCISSIMA OPERA DI DIFFUSIONE DELL’ARTE CONTEMPORANEA A PARTIRE DAL 1926, IN UN PERIODO POST GUERRA IN CUI IL COLLEZIONISMO ERA QUASI SOLO DEDITO ALL’ANTICO.

Dopo 4 anni di guerra al fronte, Ermanno ritorna a casa il 1919, a Milano in via Borgonuovo 8, con l’infinita disperazione di non aver potuto essere accanto al padre Cesare nei giorni della sua agonia. L’anno successivo 1920-21 si iscrive al corso di inglese della Camera di Commercio e industria e ottiene il diploma. Parte per Londra dove apprende i primi rudimenti di antiquariato e delle Aste con Lino Pesaro.

Continua con Pesaro la sua carriera in Italia per poi divenire segretario di Alfredo Geri il 1926, titolare della nota casa d’Arte Antica e Moderna.
Libreria-Galleria di via Croce Rossa 6
Sempre il 1926, insieme ai fratelli Alberto, Teresa e il cognato Somarè, Ermanno si occupa della gestione della galleria d’arte sita al piano superiore della Libreria-Galleria di via Croce Rossa 6, sovvenzionata dal Senatore Gaspare Gussoni (Busto Arsizio1851-1931) amico del padre Cesare.

Insieme ai soliti frequentatori di casa Tallone, vi approdano Gadda, Vergani, Montale, Longanesi, Svevo, questi amico del cognato Oreste Ferrari, e scultori e pittori tra cui Arturo Martini, Sironi e molti allievi di Cesare Tallone. Somarè scrive i suoi saggi, Teresa fa gli onori di casa della libreria, Alberto (Madino) scopre la sua passione per i libri antichi.
Dal 1928 la Libreria-Galleria prende nome di Galleria Milano.
Protettore di molti artisti giovani, per lo più allievi di Cesare Tallone, Gussoni ebbe fiuto e sensibilità per collezionare opere superbe. Insieme ai dipinti di Cesare Tallone, alcuni di proprietà dei figli, le altre opere in permanenza provenivano tutte dalla sua scuderia. Ermanno inizia qui la sua futura e brillante carriera di mercante d’arte per rimanervi, quando la Galleria-Libreria cambia nome in Galleria Milano nel 1928, all’abbandono di Somarè, che continua a collaborare in esterno.
Subito Ermanno “Chico” per gli amici, vede l’opportunità di fare avvicinare i collezionisti alle opere dei pittori contemporanei, alcuni dei quali ex allievi del padre all’Accademia di Brera. Ermanno Tallone, esperto d’arte Primitiva Italiana e dell’Ottocento, diventa riferimento dell’élite dei collezionisti d’arte antica milanesi, per il suo gusto raffinato e per la sua cultura.
Amico ed estimatore degli artisti contemporanei, comprende quindi che per far avvicinare all’arte moderna non sono sufficienti le Aste, alle quali accedono soprattutto acquirenti di quadri “a scopo decorativo”, mentre una clientela colta, consapevole del valore italiano nella storia dell’Arte mondiale, competente e non interessata al puro investimento, sarebbe stata più ricettiva.
Inizia così la coraggiosa iniziativa d’avanguardia in quei tempi del dopoguerra. Nel 1928 si tiene la “Mostra di 7 pittori moderni”: Bernasconi, Carrà, Funi, Marussig, Salietti, Sironi, Tosi. Del 1930 è la mostra di pittori italiani a Parigi. “Prima mostra dei pittori italiani residenti a Parigi” Campigli De Chirico, De Pisis, Paresce, Savinio, Severini, Tozzi 14-26 gennaio 1930, Galleria Milano, via Crocerossa.

Il 1931 allestisce la mostra del fratello Guido Tallone, anno in cui, alla morte di Gussoni, subentra il conte Barbaroux, col quale Ermanno collabora per molti anni a venire; dopo il 1933 la Galleria chiude. Il pittore Sciltian conosce mio padre e stringono una salda amicizia. Nel suo libro “La mia avventura” descrive lo scenario vivacissimo dei collezionisti privati amanti della pittura ai quali mio padre lo presenta, e farà la sua mostra da Scopinich il 1933.

Alla metà degli anni ’30, Ermanno apre la Galleria E. Tallone di via del Gesù 11, il negozio d’alto antiquariato di via Montenapoleone 7 e la Galleria Tallone-Ciardiello di Montecatini.
Oltre le importanti opere contemporanee degli allievi del padre, tra i quali Funi e Carrà, e altri, sempre con rapporti di stretta amicizia, tratta anche opere di Tosi, Sironi, Carpi, De Chirico, Tozzi, Severini, De Pisis, Music… In mostre e in permanenza, vi erano esposti i capolavori dei nostri antichi maestri del ‘400, in particolare i “fondi oro” e dipinti di pittori di epoche posteriori fino all’Ottocento.
Indìce mostre di pittori contemporanei, come Benvenuto Benvenuti e molti altri, cura collezioni e pubblica cataloghi. Segue l’attività del fratello pittore Guido Tallone fino a metà anni’50, e ne organizza le mostre alla Galleria Pesaro il 1930, alla Galleria Milano il 1931 e il 1945 e 1949 nella sua Galleria di via Gesù.
Spiace che il nome di mio padre sia dimenticato, quale pioniere dell’iniziativa di indurre i collezionisti ad appassionarsi anche all’arte contemporanea. Restano giustamente nominate altre realtà milanesi importanti, in cui naturalmente nell’ambiente milanese Tallone era ben presente, come il Milione di Virginio Ghiringhelli, ex allievo di Cesare Tallone, mentre di mio padre Ermanno Tallone non si fa cenno, e della galleria Milano si ricorda solo il nome.
La sua passione per l’arte antica e contemporanea, la sua cultura, la sua proverbiale generosità, faceva della nostra casa di via Bigli 6 (veniva chiamata la succursale del Poldi Pezzoli) il punto di riferimento per il mondo artistico come prima era stata la casa del padre Cesare.
Gigliola Tallone
