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Chi è Antonella?

 

Antonella Guarano (classe 1976), torinese di nascita ed empolese d’adozione, è un’artista e decoratrice laureata a pieni voti in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Dal 2004 lavora tra Empoli e Firenze ha esposto in prestigiose vetrine mondiali come New York, Monaco, Dubai e Marsiglia, Los Angeles e Vienna. Cromatismo e Materia: Il suo stile si riconosce per l’impiego di colori vivaci e luminosi che risaltano su superfici di varie dimensioni.

Ogni sua opera cela il simbolo della spirale, elemento ricorrente da ricercare nel dipinto che dà il nome all’intera collezione. Si concentra sulla figura femminile, indagata nell’espressività e nella solitudine per creare un linguaggio poetico in cui l’arte si fa pura espressione di vita.

 


 

“In Symbiosis”

 

L’opera si sviluppa su un formato verticale (70 \times 100\text {cm}) ed è dominata da un movimento diagonale fluido e avvolgente. Le linee nere di grafite o carboncino tracciano contorni spezzati ed essenziali, evocando la sensazione di volti, profili e corpi che si intrecciano e si fondono l’uno nell’altro. È proprio questo sovrapporsi di forme sfuggenti a dare forza visiva al titolo In symbiosis: una connessione profonda, quasi viscerale, in cui i confini delle singole figure sfumano.

 


Il dialogo dei colori

di Paolo Pianigiani

 

L’opera di Antonella Guarano non si limita a rappresentare una figura, ma la dissolve in un flusso emotivo dove il corpo umano diventa un pretesto per una densa partitura astratta, rifiutando ogni mimesi descrittiva a favore di tensioni cromatiche e scompaginamenti segnici in cui le pennellate dense, i graffi e le colature tracciano mappe di energia pura svincolate da qualsiasi funzione naturalistica.

In questo spazio di pura astrazione e risonanza visiva, i colori stessi sembrano prendere vita e animarsi in un dialogo acceso:

«Ascoltami, blu», irrompe il rosso fiammante dal basso, denso e viscerale, «io sono il centro pulsante di questa tela, l’energia primordiale che squarcia ogni accenno di quiete anatomica».

Il blu profondo, che domina i cieli e i volti sospesi della composizione, replica con calma gelida e vibrante:

«Tu sei solo un’esplosione momentanea, rosso; io invece avvolgo e sorreggo l’intera struttura, sono lo spazio infinito in cui le forme si dissolvono e perdono ogni confine reale».

Dal fondo interviene il verde acido, frammisto ai graffi di grafite e ai toni violacei, sussurrando:

«Senza di noi a tagliare le vostre tensioni e a scomporre i volumi, sareste solo colore puro; è nel nostro caos segnico che questo dipinto trova la sua vera libertà informale».

 


 

 

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