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Il Chiostro prima del restauro ©CertosadiCalci-MiBACT.

CONCLUSO IL RESTAURO DEL CHIOSTRO DEL CAPITOLO

DELLA CERTOSA DI CALCI (PI)


“ LUOGO DEL CUORE” DEL FAI

 

Presentazione alla stampa e al pubblico dei lavori di restauro

che hanno permesso il recupero del Chiostro del Capitolo della Certosa di Calci

 

Certosa di Calci (PI), 20 gennaio 2018. Sono terminatii lavori direstauro che hanno interessato le superfici decorate e gli elementi lapidei del Chiostro del Capitolo della Certosa di Calci,bene classificato al secondo posto nella settima edizione de “I Luoghi del Cuore”.Grazie all’impegno della Delegazione FAI di Pisa, che ha spinto l’idea di candidare la Certosa al censimento e ha sollecitato la nascita del Comitato per salvare la Certosa – costituitosi per l’occasione e diventato poi associazione permanente di volontariato dedicata al monumento, come Amici della Certosa- 92.259 persone nel 2014 hanno infatti dimostrato il legame e l’attenzione nei confronti della Certosa di Calci votandola al censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promossodal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazionecon Intesa Sanpaolo.

Grazie a questo importante risultato la Certosa ha potuto beneficiare di un contributo di 50.000 euro che, in accordo con il Polo Museale della Toscana, è stato destinato al recupero del quattrocentesco Chiostro del Capitolo. La straordinaria mobilitazione attivata grazie al censimento, come sempre più spesso accade con “I Luoghi del Cuore”, ha innescato un processo virtuoso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, favorendo il successivo stanziamento da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di due finanziamenti per il recupero delle coperture del complesso su progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno, a cui seguirà un secondo lotto di lavori per un importo di 2.100.000 euro.

Il contributo “I Luoghi del Cuore” ha permesso il recupero globale del Chiostro del Capitolo, che costituisce un luogo fondamentale di ogni visita in Certosa, perché punto di collegamento fra il chiostro grande e il refettorio.Fondata nel 1366 con il contributo decisivo di molti benefattori, la Certosa ha avuto nei secoli un ruolo determinante nell’economia del territorio, nel quale governava ampi terreni coltivabili offrendo lavoro ad artigiani, contadini, allevatori e a schiere di muratori, falegnami, fabbri, stuccatori, pittori e architetti.

Il Chiostro del Capitolo è il più antico dei tre chiostri della Certosa:fu costruito intorno al 1471 da Lorenzo di Salvatore di Settignano, a cui si devono anche le due finestre a croce che si aprono nella parete della Cappella del Colloquio;nel 1608 fu dotato, al centro dello spazio claustrale, del pozzo di forma ottagonale con un architrave retto da due colonne e sormontato da una croce, opera del carrarino Orazio Bergamini.

L’intervento più affascinante ha riguardato il ritrovamento, sotto alcuni strati di coloriture,di quanto resta degli affreschi che decoravano la perduta Cappella della Annunziata, realizzata agli inizi del Settecento nel braccio sud del chiostro e decorata, a opera del pittore fiorentino Pietro Giarrè intorno al 1775, con figure di Profeti dipinte a chiaroscuro, di angeli nelle volte e finte cornici sulle pareti dai tenui colori rosati.Nel 1914, con l’intento di riportare il chiostro al suo assetto originario, furono demolitele tamponature – ovvero le murature costruite a chiusura dello spazio esistente – tra le colonnedove erano  presenti due profeti del Giarrè, riaperte le arcate e ‘nascoste’, sotto vari strati di colore, le decorazioni rimaste nelle volte e sulla parete verso il refettorio.

Una volta effettuato il descialbo, cioè l’asportazione dei vari strati di colore che nel tempo erano stati soprammessi, la superficie pittorica è stata oggetto di consolidamento, di stuccature e micro stuccature delle lesioni, di un’accurata pulitura oltre che di interventi di ritocco puntuale sulle figure e di armonizzazione delle coloriture sulle zone dove il disegno della decorazione non era più chiaramente leggibile. Grazie a saggi stratigrafici è stata inoltre ritrovata l’originale cromia delle superfici non decorate delle pareti e delle volte; sono stati effettuati interventi di consolidamento e stuccatura, soprattutto delle volte dove maggiore era il degrado, e l’intero chiostro è stato restituitoa una lettura che ha messo in evidenza l’eleganza della sua architettura. I capitelli e le colonne in pietra,grazie alla pulitura,hanno riacquistato laloro tonalità originale e messo in risalto anche la sostituzione novecentesca di alcuni elementi. L’intervento è stato eseguitodalla Ditta Laura Lucioli di Firenze.

È stato infine possibile estendere il restauro anche alla pavimentazione dello spazio del chiostro scoperto, in mattonelle di cotto solcato da scolatoi in pietra, e al pozzo in marmo che nel 1681 fu innalzato sulla cisterna a opera di Orazio Bergamini. Inoltre le superfici in marmo, interessate da estese formazioni di alghe, sono state disinfestate e trattate con biocida mentre sono state revisionate o sostituite le stuccature risalenti a restauri pregressi. È stato infine necessario provvedere alla sostituzione delle sfere sommitali il cui stato di degrado è risultato particolarmente grave. L’intervento è stato effettuato dalla Ditta Massimo Moretti di Lucca.

 

Il Chiostro prima del restauro ©CertosadiCalci-MiBACT

 

Il Chiostro dopo ill restauro ©CertosadiCalci-MiBACT

 

Il censimento “I Luoghi del Cuore”

Dar voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne il futuro è lo scopo de I Luoghi del Cuore, il censimento promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il progetto, lanciato nel 2003, si svolge ogni due anni e si propone di coinvolgere concretamente tutta la popolazione e di contribuire alla sensibilizzazione sul valore del nostro Patrimonio. Attraverso il censimento, il FAI sollecita le istituzioni locali e nazionali competenti affinché mettano a disposizione le forze per salvaguardare i luoghi cari ai cittadini; ma il censimento è anche il mezzo per intervenire direttamente, laddove possibile, nel recupero di alcuni beni votati. I Luoghi del Cuore, dal 2003 a oggi, ha permesso di varare interventi a favore di 92 luoghi grazie alla fattiva collaborazione tra FAI e istituzioni. Ancora più numerosi sono gli effetti virtuosi innescati dell’iniziativa, che hanno portato al recupero di beni grazie alla mobilitazione di pubbliche amministrazioni e privati cittadini.

A novembre 2016 si è conclusa l’ottava edizione del censimento e il 24 febbraio 2017 ne sono stati annunciati i risultati. Nel mese di novembre 2017 sono stati annunciati i 24 luoghi selezionati nell’ambito delle Linee Guida che saranno oggetto di intervento.

Per informazioni: www.iluoghidelcuore.it Il FAI è una Fondazione nazionale senza scopo di lucro nata nel 1975 per promuovere una cultura di rispetto della natura, dell’arte e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte delle nostre radici e della nostra identità. Da oltre trent’anni il FAI ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano grazie al generoso aiuto di moltissimi cittadini e aziende.

In linea con il principio di responsabilità sociale, Intesa Sanpaolo condivide con il FAI i valori del progetto “I Luoghi del Cuore” volto alla piena valorizzazione e a un compiuto apprezzamento della bellezza e dell’unicità del nostro Paese attraverso la sensibilizzazione degli italiani sul valore del loro patrimonio artistico e ambientale.

CONTATTI:

Per il Museo Nazionale della Certosa di Calci:  Segreteriadirettore del Museo Nazionale della Certosa di Calci 050 938430;  pm-tos.certosadicalci@beniculturali.it

 Per il FAI: Segreteria Regionale FAI Toscana; segreteriafaitoscana@fondoambiente.it

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