Intervista a Simonetta Brandolini d’Adda
di Paolo Pianigiani
Un giorno di Dicembre, l’anno era il 2021, a Firenze, in un bar qualsiasi, in riva d’Arno, in tarda mattinata, davanti a un caffè
Volevo chiedere a Simonetta Brandolini, Presidente dei Friends of Florence, di raccontarci la storia e le motivazioni che hanno permesso il Restauro della Pietà “Bandini” di Mchelangelo, che è stato possibile grazie al contributo di alcuni Soci di questa straordinaria Fondazione.
Ma quando me la son vista davanti, sorridente e disponibile, l’ho presa da lontano e mi son fatto dire cose che non ha mai detto a nessuno…
Ecco, nel più e nel meno, cosa ci siamo detti…
Paolo Pianigiani:
Gentile Simonetta, tutti a Firenze e in Toscana ormai sappiamo chi sono e cosa fanno i Friends of Florence. Lo vediamo ogni volta che un bel restauro ci restituisce un’opera d’arte che rischiava di perdersi… fra l’indifferenza generale. Ma lei, che in anni ormai lontani ha messo in piedi dal nulla questo Ente no profit, che si prende cura delle opere d’arte, la conoscono in pochi…
Simonetta Brandolini:
Preferisco che i Friends si facciano conoscere per quello che riescono a fare, con il contributo dei nostri Soci, degli Enti e delle persone che ci aiutano a portare in fondo il nostro lavoro.
Ma se lei è curioso di sapere come tutto è cominciato, le dirò che sono figlia di un americano, mio padre Zane Kortum, militare di stanza in Italia, e di un’italiana, mia mamma Emma Ruberti, che si incontrano subito dopo la guerra, si innamorano e si sposano a Roma, nel 1946.
Io sono nata in Georgia, ma subito ho cominciato a girare il mondo: 5 anni in Francia, per esempio. Poi Verona, dove mio padre era Colonnello della Nato. Poi, nel 1969, siamo tornati in America.
I miei studi hanno inseguito i miei tanti interessi, la medicina e la biologia, per poi approdare all’Architettura e alla Storia dell’Arte; mi sono laureata all’Università di Tufts, in Massachusetts.
Con l’Italia sempre nel cuore e in particolare Firenze. E un sogno: tornare.
Paolo:
Perché Firenze?
Simonetta:
I Friends of Florence non si possono capire, se non si conosce il valore che Firenze e la sua storia hanno per noi americani. L’Umanesimo, il Rinascimento, il pensiero guidato dal bello e dall’armonia sono esempi da seguire e da mantenere, aiutando per quanto possibile a permettere che le opere d’arte, simbolo vero della città, continuino a stupire il Mondo. Questo è essenziale!
Paolo:
… poi è tornata da noi…
Simonetta:
Sì, per completare i miei studi ho scelto Firenze, seguendo i corsi dello Smith Program, con insegnanti italiani, come il prof. Ercoli e il prof. Francovich. Ho avuto il privilegio di seguire un corso su Caravaggio, tenuto da Mina Gregori.
A Firenze ho conosciuto mio marito; ci siamo sposati appena terminati gli studi, cominciando a lavorare insieme in un settore ancora inesplorato, quello delle residenze di lusso da offrire come abitazione a un turismo di fascia alta, in alternativa agli alberghi. Ha funzionato, abbiamo avuto clienti famosi, come Tom Cruise e Nicole Kidman.
Ci siamo spostati anche a Venezia, dove era attiva “Save Venice”, una Associazione che interviene con donazioni in denaro a salvaguardia delle opere d’arte. Da lì, a me e mia sorella Renèe, è venuta l’idea di fondare i Friends of Florence.
Negli USA, attraverso le Fondazioni aventi lo status di beneficenza 501/C3, si può scaricare al 100% dalle tasse le donazioni che hanno un fine benefico, per esempio gli interventi a sostegno dei restauri di opere d’arte.
Sono i primi anni 90, da poco avevo passato una brutta malattia e avevo voglia di realizzare qualcosa di bello e di diverso. Ricordo l’entusiamo con il quale il primo nucleo dei Friends ha intrapreso il suo primissimo intervento: la Loggia dei Lanzi, con tutte le sue sculture.
In particolare naturalmente il Ratto delle sabine del Giambologna. L’abbiamo realizzato insieme ad Antonio Paolucci. Poi è venuta la Tribuna di Michelangelo e poi la Tribuna degli Uffizi, poi tutto il resto, che è sotto gli occhi di tutti, fino al recente intervento sulla Cappella Capponi con la Deposizione del Pontormo a Santa Felicita .
Oggi possiamo parlare del Rosso Fiorentino, la cui fantastica Deposizione ha appena iniziato il suo percorso di restauro a Volterra.
Uno spazio tutto suo ce l’ha il Premio Friends of Florence dedicato a un restauro, che ogni due anni organizziamo insieme al Salone dell’Arte e Restauro a Firenze. Il prossimo è appena partito.
I Friends of Florence sentono forte la missione di restituire alla comunità, attraverso il loro impegno e il loro contributo, una parte di quello che hanno avuto dalla vita, e lo fanno aiutando a difendere le opere d’arte dagli insulti del tempo.
E a volte anche degli uomini. Oggi siamo 3.000, e mi piace ricordare la generosità dei nostri tanti membri del Consiglio che ho avuto a fianco fin dall’inizio.
Paolo:
Ma ci racconti di Michelangelo e della sua Pietà “Bandini”.
Simonetta:
Michelangelo è Firenze, è l’Italia, è il Mondo… abbiamo aiutato quasi tutti i restauri che hanno riguardato i suoi lavori. In primis il David, un restauro complesso che abbiamo seguito attraverso il finanziamento delle analisi e nella realizzazione di un sito internet dedicato. Poi il programma di pulitura e manutenzione…
Quando mi è stato proposto di intervenire sulla Pietà Fiorentina, che non aveva mai avuto interventi di pulitura adeguati, non mi sono tirata indietro: ecco l’occasione per recuperare e rendere visibili le superfici scolpite e consentire nuovi studi e nuove ricerche, mi sono detta. Ho subito chiamato a raccolta alcuni dei miei Soci, che hanno accettato l’impegno con entusiasmo.
Poter ammirare, sul palco allestito in piena vista, a fianco delle restauratrici Paola Rosa e Emanuela Peiretti, i segni degli scalpelli di Michelangelo ci ha regalato emozioni fortissime.
Adesso, a restauro concluso, la Pietà è tornata a vivere nei suoi mille racconti, ritrovandosi addosso tutta la sua storia: voluta come scultura per la propria tomba da Michelangelo, il gran rifiuto per imperfezioni nel marmo, il recupero paziente di Tiberio Calcagni, l’acquisto da parte di Cosimo III, il nuovo rifiuto perché incompleta, fino alla gloria attuale, punto di forza del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.
In tutta la sua tormentata bellezza che ora è tornata visibile a tutti.
Finisce con la bellezza questo incontro con i Friends of Florence e la loro Presidente Simonetta Brandolini d’Adda, la bellezza che qui a Firenze è di casa… mentre l’Arno qui vicino scorre ignaro dei dolori e delle gioie degli uomini. O forse li conosce tutti, e per quello è silenzioso e forse sorride…
