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Il Pontormo e Donatello a San Lorenzo

di Siro Gini e Paolo Pianigiani

 

 

 

I disegni di Pontormo rinvenuti all’interno dei pulpiti di Donatello rappresentano un affascinante punto di incontro tra due maestri del Rinascimento fiorentino, svelando sia le complesse fasi di spostamento delle sculture sia l’influenza a lungo termine delle idee del Pontormo sul completamento dell’opera nel Seicento.
La cronologia e la storia dei pulpiti
Collocazione originaria e smontaggio
Origine – 1516
Inizialmente accostati alla recinzione del coro della Basilica di San Lorenzo, i due pulpiti di Donatello (della Passione e della Resurrezione) vengono smontati nel 1516.
Disegni di Jacopo Pontormo
1546 – 1556
Mentre lavora agli affreschi del coro di San Lorenzo, Pontormo traccia rapidi schizzi su pannelli in legno di pioppo usati come riempitivo per i pulpiti smontati, ispirandosi all’opera donatelliana.
Rimontaggio sulle colonne
1558 – 1565
I pulpiti vengono riassemblati e issati su colonne addossate ai pilastri della crociera: prima il Pulpito della Passione (1558), poi quello della Resurrezione (1565).
Integrazione nel Seicento
Anni ’20 del Seicento
I pulpiti vengono collocati in posizione autonoma. Per completare le parti mancanti, la bottega di Pietro Tacca realizza quattro bassorilievi in finto bronzo basati su modelli del Giambologna, riprendendo le idee grafiche di Pontormo.
Ritrovamento dei disegni
1972 e 1993
Durante importanti campagne di restauro, all’interno della struttura dei pulpiti vengono riscoperti i pannelli di supporto in pioppo con gli schizzi autografi e attribuiti a Pontormo.
Aspetti chiave della vicenda
  • La funzione dei pannelli: I supporti in legno di pioppo, inizialmente pensati come mero materiale riempitivo strutturale, hanno conservato una preziosa testimonianza grafica che altrimenti sarebbe andata perduta.
  • Continuità artistica: Benché le integrazioni seicentesche in finto bronzo siano state modellate a distanza di decenni (dalla bottega di Pietro Tacca su disegni del Giambologna), gli artefici tennero conto dei suggerimenti compositivi lasciati da Pontormo nel secolo precedente.
Bibliografia
1. Il ritrovamento e gli studi critici recenti
  • Francesca Fedeli (2014)
Ha curato la monografia Donatello, Pontormo, Giambologna. Un dialogo nascosto. Nuove considerazioni sui pulpiti di Donatello nella basilica di San Lorenzo a Firenze (Edifir, 2014). Il volume è dedicato alla presentazione dei restauri e allo studio dei disegni a carboncino attribuiti a Jacopo Pontormo. Questi bozzetti furono rinvenuti all’interno delle intercapedini e sui supporti lignei dei pulpiti bronzo-lignei di Donatello.
  • Cristina Acidini e Massimo Marino (2014)
Hanno firmato le introduzioni e le schede critiche al volume della Fedeli, inquadrando l’importanza dei disegni pontormeschi e la loro correlazione con gli affreschi del Coro di San Lorenzo.
2. Inquadramento storico-critico e la fortuna visiva
  • Antonio Natali e Roberto Paolo Ciardi
Tra i massimi studiosi di Jacopo Pontormo, hanno analizzato nei loro contributi e cataloghi l’attività del pittore in San Lorenzo (in particolare gli ormai perduti affreschi del Coro commissionati da Cosimo I de’ Medici), ricollegandovi i fogli e gli studi grafici preparatori che mostrano forti contatti visivi con i pulpiti donatelliani.
  • Antonio Paolucci e Francesca Petrucci (1995)
Nel volume Donatello in San Lorenzo a Firenze (Bolis), analizzano la storia strutturale dei pulpiti e i successivi interventi di integraziomi e modifiche avvenuti nel Cinquecento, periodo in cui lavorarono maestri come Pontormo e Giambologna.
Nota di contesto:
I disegni (raffiguranti soggetti come la Flagellazione e San Giovanni Evangelista) sono oggi esposti e conservati nel Museo del Tesoro della Basilica di San Lorenzo a Firenze (nella zona della cripta).

 


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