Il Monumento a Giovanni da Verrazzano
Inaugurato a Greve presso Firenze il 14 settembre
da
L’Illustrazione Italiana, Anno XL, Num. 38, 21-Settembre 1913

Greve, l’Inaugurazione del Monumento a Giovanni da Verrazzano
Giovanni da Verrazzano, ardito navigatore italiano al quale recenti studi hanno rivendicato degno posto accanto a quelli di Colombo e di Vespucci (egli solcò per primo il fiume Hudson ed ebbe sotto il re Francesco I il comando dell’armata francese) ha ricevuto domenica scorsa una solenne consacrazione nazionale con l’inaugurazione del monumento che la nativa cittadina toscana di Greve gli ha innalzato con l’obolo del Re, del governo e delle cento città d’Italia.
Il monumento è molto pregevole opera dello scultore Romeo Pazzini di Firenze, che studiò alle accademie di Bologna, Parma, Venezia e Firenze ed è ora direttore artistico dello stabilimento Cantagalli ben noto nell’arte della ceramica e specie nelle opere di scuola robbiana. Il Pazzini, corrispondendo alla piena fiducia in lui riposta dal Comitato di Greve, ha saputo vincere le non poche difficoltà tecniche incontrate nel modellare l’opera sua che risulta armoniosa e sincera.
Il monumento è alto nell’insieme sette metri ed ha una base di 3 metri d’altezza in pietra forte di forma semplice e originale con tre gradini nella parte inferiore e con un fregio d’alloro dipinto in ceramica (su bozzetto dello stesso scultore) con fondo a riflessi d’oro e rubino antico, incorniciato nella parte superiore. Sul fronte e dal lato posteriore della base sono due medaglioni in bronzo a fondo d’oro, raffiguranti, rispettivamente, una galea cinquecentesca che solca il mare e reca il motto “Ultra terminum usus”, e lo stemma dei Da Verrazzano in una ghirlanda di lauro stilizzata.

La Statua alta 3 metri
Sulla base si erge la statua bronzea del navigatore, alta circa 3 metri. Il Pazzini ha impresso nel volto del Da Verrazzano, nel suo atteggiamento, nella nervosità con cui egli stringe il bastone di comando, tutta l’energia del navigatore da lui rievocato nell’istante in cui impartisce un ordine alla flotta. E, tecnicamente, è riuscito ad evitare un contrasto stridente fra la rigida armatura d’acciaio che copre il petto dell’uomo e il floscio mantello di panno ad essa sovrapposto, sicché la linea della statua risulta armoniosa là dove avrebbe potuto riuscir dura.
Per l’inaugurazione intervennero in Greve da Firenze varie autorità, e i deputati Rosadi, oratore ufficiale, e Sidney Sonnino. L’on. Rosadi, appena tolta la tela che copriva l’applaudito monumento, disse degnamente del Verrazzano, tracciando la vita del glorioso navigatore.
La festa si chiuse con un banchetto, sul finire del quale parlarono Sonnino, il Rosadi, il sindaco di Greve ed il presidente del comitato promotore dell’onoranze l’ammiraglio Pardini, che rappresentava alla festa il ministro per la marina, dichiarò, infine, che si sarebbe interessato presso il ministro Millo, perché ad una delle nuove navi da guerra venga imposto il nome di Giovanni Da Verrazzano.
